Solo chi sa far silenzio dinanzi alla santità di Dio;

chi, davanti a un evento sacro arriva a togliersi le scarpe

perché anche quel suolo è sacro, come Giosuè all’apparire del messaggero celeste, potrà intravvedere qualcosa del mistero di Maria …

Basilea Schlink

Maria: la via della madre del Signore

Non so se riusciremmo a capire la santità della terra e la santità della via materna, se non l’avessimo davanti agli occhi nella sua completa trasfigurazione. La trasfigurazione e la divinizzazione della terra, della carne, della madre: questa è la Madre di Dio.

Il cammino della Madre di Dio non è il calvario.

Essa non poteva nemmeno pregare che l’amaro calice della sua via passasse da lei; poteva soltanto accettarlo con amore, pietà, come si accetta l’ineluttabilità di un destino.

Non si tratta della libera sofferenza della morte in croce, ma della spada a doppio taglio, già predisposta e ineluttabile, che trapassa il cuore.

Cristo vive simultaneamente il suo essere figlio non soltanto verso Dio, ma anche verso la Madre di Dio.

Dimensione di figlio trasfigurata nella sua pienezza ultima.

E in questa figliolanza, in questa fatica sacrificale, non fu possibile risparmiare la madre, preservarne il cuore dalla spada.

La Madre di Dio è carne trasfigurata, santa terra.

E trova rifugio, divinizzazione, riscatto nelle sofferenze del Figlio.

Per la sua redenzione – e in lei per quella di tutti – il Figlio è venuto nel mondo. La via dei figli è la via del sacrificio per la madre.

E’ questa via che trapassa il cuore con una spada a doppio taglio.

La terra è santa per il suo stare ai piedi della croce.

La terra viene redenta dalla spada che la trapassa.

Ma la terra non sale sulla croce.

La terra non sceglie di sua volontà la propria via: è seguendo la volontà del Figlio, della vittima, che viene coinvolta e percorre il proprio cammino.

Tutto questo avviene però al grado più alto della trasfigurazione.

Mat’Marija