Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani.

Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro.

Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte,

il presente, il futuro: tutto è vostro!

Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora quanto si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.

A me però poco importa di venire giudicato da voi o da un consesso umano, anzi, io neppure giudico me stesso, perché anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo sono giustificato.

Il mio giudice è il Signore!

Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finchè venga il Signore.

 

Egli metterà  in luce  i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.

Queste cose, fratelli, le ho applicate a modo di esempio a me e ad Apollo per vostro profitto perché impariate nelle nostre persone a stare a ciò che è scritto e non vi gonfiate di orgoglio a favore di uno contro un altro.

Chi dunque ti ha dato questo privilegio?

Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto?

E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come non l’avessi ricevuto?

Già siete sazi, già siete diventate ricchi; senza di noi già siete diventati re.

Magari foste diventati re! Così anche noi potremmo regnare con voi.

Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all’ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.

Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti;

voi onorati, noi disprezzati. Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo schiaffeggiati, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani.

Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.

Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri, perché sono io che vi ho generato in Cristo Gesù, mediante il Vangelo.

Vi esorto dunque, fatevi miei imitatori!

1Corinzi 3,20-22. 4,1-16