Ti chiedo scusa, Signore.

Credevo di essere un buon comunicatore della tua Parola,

ma oggi mi hai fatto notare molti miei difetti.

Ho spesso cercato di fare da solo, mentre tu avevi ordinato: ‘A due a due’,

per controllarci, consigliarci, sostenerci, ma soprattutto per far capire che essere tuoi

significa essere prima di tutto ‘insieme’.

Ho pensato di aver ricevuto la giusta preparazione,

di svolgere l’incarico con grande professionalità,

di strutturare al meglio una squadra di operatori di marketing,

mentre Tu avevi ricordato cha la radice della missione

sta nella preghiera e nel riferimento costante al datore di Vita.

Ho portato borse di conoscenze, sacche di metodi e di strumenti,

indumenti alla moda e ricambi infiniti,

badando alle pubbliche opinioni e diluendo il Tuo messaggio,

per non offendere nessuno o essere considerato troppo speciale.

Ho giustificato il mio intervento come una professione,

ho esternato con una certa fretta le mie convinzioni,

ho reso formale l’adesione al Tuo Vangelo,

quando Tu volevi esordissi con l’augurio più bello e universale:

la Pace di Dio scenda sulla vostra casa, nella vostra famiglia, dentro alla vostra vita!

A volte sono rimasto deluso e solo,

con l’impressione dell’inutilità e della perdita di qualcosa di mio;

ma Tu ricordavi a ciascuno che chi ha lavorato ha diritto alla ricompensa,

e avevi garantito il centuplo quaggiù per chi ha lasciato tutto per Te!

Ma soprattutto spesso ho pensato che le risposte non potevano che essere positive,

che la mia efficacia dovesse essere decisiva,

o che, visti i risultati,non valesse la pena continuare.

Mentre Tu ci ricordi che il Regno di Dio è esclusivamente una proposta;

solo alla fine vedremo quali nomi sono scritti in cielo.

Chiesa s. Abbondio – Cr. –