Tommaso,

tu hai introdotto il tuo dito nel mio cuore aperto. La tua anima ha anche verificato che cosa significano le parole: io sono mite e umile di cuore? Hai indovinato, mio discepolo, il più intimo segreto che veramente mi sta a cuore e lo riempie fino all’orlo? Se l’aveste capito, cari amici, allora percorrereste con spirito stordito e sordo turbamento l’eterna strada verso Emmaus e vi sareste rotta la testa sul perché dovevo soffrire e morire, perché il mio regno non arriva, perché la vostra speranza, la vostra infantile speranza — si è rotta come un giocattolo, e poiché voi non potete mai smettere di nutrirla ogni giorno, ogni giorno si spezza di nuovo.

Guardate, io stesso vi spezzo questa speranza per il regno imminente, vi spezzo i troni a destra e a sinistra, impalcature di sfarzo, una Chiesa vittoriosa; dominatrice sui popoli dall’apparire del sole fino al suo tramonto, in vista di quella che voi chiamate la pace di Cristo nel regno di Cristo e tutto quello che è il vostro desiderio di riposo e di esistenza garantita nel regno di questo mondo.

Tu lo vuoi nero su bianco il fatto che io sono risorto, tu lo vuoi vedere e non credere, Tommaso, questo regno; vuoi vedere le ferite invece di sentirle arrivare, soffrendo con me, alla vittoria del regno.

Hans Balthasar