Caro Erri,

da dove prendi questo calore, questa spiritualità, quello umanismo, questa eleganzia in amicizia?

Spero che anche io non sono uomo di seconda clase.

Grazia a Toni per questo nostro incontro!

Sono sicuro che tu sarrai primo Italiano doppo Roma chi picchiarà alla mia porta, alla porta di Sarajlić!

Se vieni con anima sola – bellissimo, ma anche se vieni con la cazzuola – in mio appartamento ferito si po trovare lavoro per te!

Cosa dire per mio ‘Progresso’ in tua boca in Marciglia?

Grazie e poco.

Ma tu sai che in mia lingua italiana mi mancano almeno 5000 parole.

Qui finiro solamente la lettera, ma buoni pensieri si continuano.

Suo Izet

Izet Sarajlić, poeta di Bosnia, parla uno scarno italiano. E’ nato nel 1930. Dell’Italia ha conosciuto il soldato che durante la seconda guerra mondiale portava di nascosto a casa sua di sera dei viveri, poi tirava fuori le foto di casa e ci piangeva su.

‘Mario’, dice con la sua voce piena, con affetto.

Dell’Italia ha conosciuto le bande nere che gli hanno fucilato il fratello più grande.

E’ stato amico del nostro poeta Alfonso Gatto.

Vuol bene all’Italia.

Brodskij ed Evtušenko hanno tradotto le sue poesie in russo, Enzenberger in tedesco.

In jugoslavia nessuna generazione di amanti è passata senza i suoi versi.

Lettere fraterne

Erri De Luca – Izet Sarajlić

Libreria Dante & Descartes

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