L’anima dell’uomo umile è come il mare;

se si getta una pietra nel mare,

turba per un momento la superficie dell’acqua,

poi affonda in profondità.

Così vengono inghiottite le pene dell’uomo umile,

perché la forza del Signore è con lui.

Dove abiti, anima umile?

Chi vive in te? E a che cosa ti posso paragonare?

Risplendi, chiara come il sole,

ma pur ardendo non ti consumi e riscaldi

tutti gli uomini con il tuo ardore.

Sei simile ad un giardino fiorito,

in fondo al quale c’è una casa magnifica

dove il Signore ama dimorare.

Silvano dell’Athos

Sii piccolo, molto piccolo.

Non avere più di due anni, tre al massimo. Perché i bambini più grandicelli sono dei bricconi che cercano già d’ingannare i loro genitori con inverosimili bugie. Hanno la malizia, il fomite del peccato, ma non hanno quell’esperienza del male che permetterà loro di acquistare l’«arte» di peccare, di coprire con parvenza di verità la falsità dei loro inganni. Hanno perduto la semplicità, e la semplicità è indispensabile per essere piccoli davanti a Dio. Bambino mio, perché ti ostini a camminare sui trampoli?
Non voler essere grande. Bambino, sempre bambino, anche se stessi per morire di vecchiaia. Che un bambino incespichi e cada, non sembra strano a nessuno: suo padre si affretta a rialzarlo da terra.
Quando colui che inciampa e cade è grande, il primo moto è di riso. A volte, passato quel primo impulso, il ridicolo cede alla pietà. Ma i grandi devono alzarsi da soli. La tua triste esperienza quotidiana è piena di inciampi e di cadute. Che sarebbe di te se non fossi sempre più bambino?
Non voler essere grande. Resta bambino; e, quando inciampi, ti risollevi la mano di Dio tuo Padre.

Josemaria Escrivà de Balaguer