Nei giorni scorsi ha avuto molta risonanza la storia incredibile di Chiara Corbella Petrillo e del marito Francesco e leggendo della loro testimonianza non ho potuto fare a meno di pensare ai miei amici Paolo e Chiara e anche alla loro storia per molti aspetti simile, ma con risvolti decisamente altri nel proseguimento della loro storia.

Posso testimoniare gli atti di fede che hanno accompagnato gli inizi difficili di questa coppia così duramente provata e sono tornata nella mia città, in tempo per vederli partire in missione con una famiglia ormai numerosa e accresciuta da molte scelte decisamente importanti.

Se volete sapere la prima parte del loro Calvario, leggete QUI.

e se avete la curiosità di sapere i nuovi eventi che hanno segnato la loro ulteriore svolta nella sequela di Cristo, continuate a leggere ….

Tra i pellegrini stranieri ospitati dal gruppo neocatecumenale di Cremona in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie di Milano ci saranno anche una quindicina di fedeli della parrocchia viennese di San Benedikt, dove dal 2011 opera una famiglia cremonese in missione: Chiara e Paolo Merlini e i loro cinque figli. La comitiva austriaca giungerà a Cremona venerdì sera, sabato visiterà la città e domenica parteciperà alla Messa col Papa a Bresso e, nel pomeriggio, all’incontro con il fondatore del Cammino, Kiko Arguello, alla Fiera di Milano.

«Partecipare all’incontro mondiale delle famiglie – spiegano i coniugi Merlini – ci permetterà di vivere un momento di gioia e di ringraziamento con le famiglie cristiane di tutto il mondo, e tutto questo insieme al Papa. Molti dei fratelli che verranno in Italia con noi erano lontani dalla Chiesa, non hanno mai visto il Papa e non hanno mai partecipato a un evento di Chiesa come questo».

La parrocchia di San Benedikt è una realtà giovane, fondata una quindicina di anni fa nel nuovo quartiere dormitorio di Leberberg, nella periferia sud di Vienna. All’interno si trovano due piccole comunità neocatecumenali che giungeranno in Italia insieme anche al loro parroco, don Carmine Rea, anch’egli un italiano in missione.

«La nostra missione all’estero – spiegano Chiara e Paolo – nasce dalla risposta a una chiamata: un invito a lasciare le sicurezze e a seguire Cristo dove Lui ha preparato una Via.

Un invito accettato insieme a 200 altre famiglie: siamo stati inviati dal Papa nel 2011.

Per gratitudine, per incoscienza o fiducia in Lui?

Forse per tutti e tre questi aspetti.

Certo è che Gesù Cristo è fedele e si serve di strumenti poveri come del resto siamo noi. È l’esperienza che abbiamo vissuto nella nostra vita personale e attraverso la storia dei nostri cinque figli, che vivono con noi questa esperienza di evangelizzazione».

«La nostra missione qui – continua la coppia cremonese – consiste nel lasciare che davvero il Signore conduca la nostra vita: crediamo che attraverso la comunione della nostra famiglia altre famiglie possano essere salvate, altre persone possano fare questo incontro.

Che attraverso di noi (e qui sta davvero il miracolo!) si possa vedere la luce del Suo Volto!

Tutto questo nella fatica di ogni giorno, con la lingua da imparare, i problemi dei figli a scuola, il lavoro da trovare, l’affitto da pagare, l’accorgersi che senza di Lui non possiamo fare nulla e quindi riconoscerci creature bisognose di un Padre».

In un Paese come l’Austria, dove tutto è pianificato e c’è molto benessere, la missione consiste proprio nell’essere una presenza, che renda visibile la Divina Provvidenza e l’Amore paterno di Dio.

Concretamente la famiglia Merlini vive nel quartiere e frequenta la parrocchia (multietnica, visto che i non austriaci sono circa la metà).

«Il Cammino neocatecumenale che insieme stiamo facendo – spiegano ancora – ci ha aperto gli occhi sull’amore che la Chiesa ha per ogni suo figlio, soprattutto per i lontani, ed è stupefacente sentire di amare persone che mai hai visto prima, questo solo perché noi per primi siamo stati cercati e amati da Dio .

E per due persone egoiste come noi siamo, anche questo è un prodigio.

Quante volte siamo d’impedimento a quest’opera, con i nostri peccati, con le nostre ribellioni, ma i sacramenti ci aiutano sempre a rialzarci e a ritornare , a desiderare la Sua volontà: lì sta la nostra felicità, questo è il segreto».

Le difficoltà non mancano, ma «possiamo dire, insieme ai nostri figli, di essere felici – dicono ancora – e certi che le nostre fatiche offerte possono fare tanti piccoli o grandi miracoli.

“Coraggio, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo, ed Egli, che è fedele non vi deluderà!”

Questo invito del nostro amato Giovanni Paolo II, risuona sempre nei nostri cuori.

Quando è salito in Cielo, era come aver perso un Padre, ma subito ci ha lasciato la sua eredità e il Signore ci ha donato un altro Padre altrettanto premuroso con i suoi figli e le cui parole non cessano mai di incoraggiarci nel cammino: “Chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla, assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande.

Egli non toglie nulla e dona tutto.

Chi si dona a Lui, riceve il centuplo” e la Vita Eterna! “

E’ così che oggi anche noi siamo qui con i nostri figli, e con alcune famiglie della parrocchia dove siamo in missione, per incontrare il nostra caro Papa, per dire ancora una volta il nostro “sì” a Cristo che è la Via, la Verità e la Vita».

http://concristopietrevive.forumfree.it/?t=61909914

Il mio personale ‘grazie’ ai loro sì, a queste chiar-e anime capaci di generosi assensi e ogni benedizione ai loro cammini futuri,

a Chiara e Paolo , a Francesco e alle loro famiglie !