La potenza del Vangelo è una potenza manifesta.

1Cor 12,7:

‘E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito

per l’utilità comune.’

Questa potenza non è semplicemente fede nella potenza o partecipazione ad un servizio di culto con la fede che la potenza di Dio sia in azione in modo invisibile. La potenza di Dio deve essere visibile e manifesta attraverso gli effetti che produce nella sfera fisica e personale, attribuibili solo ed esclusivamente alla potenza divina.

Le vite dovrebbero esserne toccare in modo tangibile. Lo Spirito Santo non è una teoria, un articolo del credo o una dichiarazione di ciò che accade in un mondo distante anni luce e di cui non abbiamo coscienza; tantomeno si tratta di un flebile soffio. La potenza divina è potenza che si manifesta tangibilmente producendo effetti reali a livello fisico, psichico, spirituale e relazionale.

Potenza: Dynamis verso Energema

Esistono due termini per indicate due forme di potenza: quella a cui i cristiani si riferiscono spesso è Dynamis, termine di facile comprensione poiché radice di numerosi termini correnti come dinamo, dinamite o dinamiche.

Tuttavia tali termini esprimono una potenza “incartata”; la dinamite, infatti, è una sostanza grigia che puoi portare tranquillamente in borsa con un minimo di attenzione, poiché si tratta di materiale esplosivo, se innescato. Si tratta di potenza latente che può diventare potenza in azione.

Paolo ricorre ad un altro termine per indicare la potenza: energema che significa energia. L’energia è potenza in azione. Quando la potenza latente della dinamite viene liberata, essa diviene energia. L’energia è dunque potenza liberata.

In 1Cor 12,6 lo stesso termine viene reso con “operazioni” cioè potenza in operazione mentre l’operare miracoli che si trova nel versetto 10 è una combinazione di entrambi i termini: “potenza operante in energia”.

Diciamo la verità! Il cristianesimo o è sovrannaturale o non è affatto. Il Gesù dei Vangeli era e rimane un Gesù sovrannaturale, con un ministero sovrannaturale e ciò fa della chiesa una una chiesa sovrannaturale, con un vangelo sovrannaturale ed una Parola sovrannaturale.

Rifiutiamo il miracoloso ed avremo privato il cristianesimo della sua vita e la chiesa si riduce ad una società etico morale, un club sociale, mentre Dio l’ha intesa come il sistema di cavi elettrici per trasmettere la potenza di Dio ad un mondo impotente. Ahimè, questa è l’esperienza attuale di essere chiesa con una fede dormiente ed un Dio che appare assente.

La Pentecoste ci ha dato le chiavi del regno

L’epoca cristiana è l’epoca della potenza.

Nell’antico testamento leggiamo del Dio delle meraviglie che opera prodigi, apre il Mar Rosso, sfama il suo popolo e combatte per esso. Leggiamo del meraviglioso ministero sotto Elia ed Eliseo.

Lo Spirito si posa solo temporaneamente sopra alcuni individui e profeti.

Poi, Gesù affida le chiavi del regno a Pietro (Mt 16,19).

Quelle chiavi non penzolano suonanti dalla cintura di Pietro presso la porta del cielo. Pietro non fa il portiere di professione.

Le chiavi sono il vangelo di Cristo crocifisso e risorto e lo Spirito Santo.

Per mezzo della predicazione e della potenza di miracoli manifestata attraverso Pietro e i credenti il giorno di Pentecoste, il regno è stato aperto; ed oggi quelle stesse chiavi sono nelle nostre mani.

Pietro vide ciò che nessuno mai prima aveva visto sulla terra.

Tremila persone in un solo giorno si pentirono, si fecero battezzare, nacquero di nuovo ed entrarono nel Regno dei Cieli per la potenza dello Spirito Santo.

Quindi, gli apostoli uscirono e provarono la potenza di quelle chiavi. I morti furono risuscitati, i sordi, i ciechi ed i paralitici riacquistarono piena salute. Moltitudini accolsero Cristo, mentre una cosa nuova si presentava sulla scena del mondo:

la chiesa di Gesù Cristo.

Il “forte vento”

Pentecoste è il dono dello Spirito Santo ai credenti per il mondo in forma manifesta. È Dio in azione nel mondo fisico e materiale. Noi conosciamo una sola forma dello Spirito e questa è lo Spirito in manifestazione. Non esiste uno Spirito “in riposo” o in quiescenza. L’essenza della Pentecoste è il movimento dello Spirito nella forma di “vento forte” dal cielo e “lingue di fuoco”.

Lo Spirito è riconoscibile solo quando è in azione.

Non c’è Spirito senza movimento come non c’è vento che non muova l’aria. Un vento che non sollevi le foglie e faccia muovere i rami non è vento. Il vento non è mai calmo. Il vento è movimento. Lo Spirito è un vento a mille nodi come la Bora a Trieste. Niente rimane immobile e nessuno parla di una piacevole atmosfera quando la Bora soffia.

Dove c’è lo Spirito, c’è movimento, azione, miracoli, gioia,

Dio in azione.

Il carattere dello Spirito

Qualsiasi discorso teologicamente e religiosamente corretto che releghi i miracoli alla fase della chiesa nascente, nega lo scopo e la natura stessa del Vangelo ed il carattere dello Spirito.

Dio invia lo Spirito per agire “in” questo mondo. Negare la potenza miracolosa dello Spirito significa negare ciò che Dio intende per vita cristiana. La potenza di Dio opera oggi nella società umana ed è l’azione dello Spirito ad imprimere il carattere cristiano all’epoca attuale, delineandola come la fase della Chiesa nella storia della salvezza.

Forse, dovremmo ridefinire la nostra epoca come epoca dello Spirito o epoca pentecostale che inizia con la Pentecoste di Gerusalemme e terminerà con il ritorno di Cristo.

Il libro degli Atti degli Apostoli dovrebbe essere definito meglio come Atti dello Spirito Santo perché, certamente narra gli atti cioè le azioni degli Apostoli dopo la discesa dello Spirito Santo come indica il titolo, ma, certamente, non fornisce affatto una descrizione esaustiva di tutti gli atti che lo Spirito compie sin dal giorno di Pentecoste.

La Pentecoste come fenomeno storico ha avuto inizio come descritto in Atti 2, ma non si tratta di un evento compiuto se non di un fatto che ha avuto inizio e continua ad attuarsi. Lo Spirito non ha cessato di operare nel capitolo 28 poiché

il giorno di Pentecoste è un giorno di 2000 anni .

Gli atti degli apostoli continuano ininterrotti a partire dalle azioni della chiesa delle origini passando per quella odierna e protendendosi verso le generazioni future. È un libro in fase di stesura, il più grande volume della Bibbia che si concluderà dopo che la chiesa avrà terminato il suo compito di amministrare la salvezza nel nome di Gesù Cristo e coloro che lo avranno accolto risusciteranno. Il libro degli Atti terminerà con il capitolo del ritorno di Gesù e la risurrezione dei morti.

Come il Vangelo di Luca descrive ciò che Gesù iniziò a fare, così il libro degli Atti descrive ciò che la chiesa ha iniziato a fare, le cose più grandi che Gesù ha promesso e che sono possibili grazie allo spargimento del suo Sangue che espia il peccato di Adamo, fa rinascere e cambia identità all’uomo di oggi.

Anche io continuo l’opera che gli apostoli hanno iniziato insieme con tutti voi. Insieme siamo ambasciatori e collaboratori di Dio sul campo di missione: la società neo pagana di oggi.

Non perdere tempo in chiacchiere e discorsi vani.

Lascia perdere i circoli chiusi dei cristiani assonnati, pesanti, troppo pensanti, ma dalla fede incredula e statica.

Abbiamo molto da fare. La chiesa non è per gli stanchi, la chiesa è dinamite esplosiva che distrugge le opere del diavolo.

Sporcati le mani! Ma, fai la tua parte e dai una mano a Dio.

Marco Cicoletti

Comunità Amici di Gesù

Dipinto di Chagall

– Mosè davanti al roveto ardente –