Chi ci darà  l’intelligenza del peccato?

Vorrei, o Signore che Tu me la dessi. Lo vorrei per imparare finalmente ad odiarlo in me e negli altri.

Vorrei che Tu incidessi tanto profondamente nell’anima la comprensione di quello che è il peccato che ne scaturisse, per me, o Signore, una perenne fonte di lacrime e una sete insaziabile di ripararlo anche per tutti gli altri.

Ma io non ho ‘l’intelligenza del peccato’, io non lo odio ancora, io lo ammetto, lo tollero, lo sopporto, io posso vivere, o Signore, considerandolo quasi con indifferenza. Eppure mi sembra d’aver bisogno di questa grazia:

Tu sei l’Amore e il peccato viene contro l’Amore.

E solo nella luce dell’Amore esso può essere compreso.

Il Tuo Amore abbraccia perennemente tutte le creature: esse sono immerse, anche se lo ignorano o lo negano o non lo vogliono, in questo oceano della tua carità e in esso si muovono. E mentre l’Amore le circonda da ogni parte per attirarle nelle sue profondità, esse lo odiano, lo ripudiano, vorrebbero uscire dalle sue acque dolcissime.

‘L’Amore non è riamato, l’Amore non è riamato!’.

E Tu, onnipresente, onniveggente, abbracci con il Tuo sguardo tutti i loro peccati che furono e che saranno, senti salire contro di Te la loro, la nostra ribellione. Bisogna vederti coperto di sudore di sangue, Signore Gesù, per capire che cos’è non riamare l’Amore, ribellarsi all’Amore.

Mi abbandono a Te. Tu solo puoi istruirmi. Fa’ che io veda.

Ch’io capisca quello che devo fare. Ch’io orienti la mia vita come Tu vuoi. Forse è ancor così breve! Ch’io Ti dia nel tempo che resta tutto quanto aspetti da me.

Itala Mela

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