La nube oscura dell’inconoscibile

è la tua casa sul monte da sempre:

rivelazione è togliere il velo

ma per scoprirti ancora più fondo.

Questo sappiamo: che tu ci hai creato

e più continui a creare nel dramma

di rivelarti, di farti conoscere:

amore, bene che deve espandersi.

Solo tuo Figlio ti ha rivelato

nel farsi scandalo, schiavo dell’uomo:

d’allora sei dentro gli occhi dei bimbi,

della corolla dei fiori la gemma.

Un Dio che sa di qual polvere siamo,

un figlio fattosi nostro fratello,

che della vita ci dona lo Spirito

per far dell’uomo il suo santuario.

Ora vorremmo con tutta la terra

che più si dona alla luce dell’alba

più si sprigiona e fiorisce alla vita:

nell’abbandono soltanto cantare.

David Maria Turoldo

Cosa più vera è pensarti appena

se pur la mente resiste al pensiero:

dei molti nomi non uno è degno,

solo il silenzio conviene al mistero.

Oppure il cuore ti canti rapito

e ‘padre-e-madre’ ti chiami gemendo:

intelligenza e vita e amore,

Spirito, Verbo, Principio del mondo.

Padre per dire la sola origine

che accomuna e l’uomo e la donna

e tutto il genere umano e il mondo

in una sola famiglia e destino.

Figlio per dire la splendida luce

per dire il volto in cui si contempla

e noi trovarvi l’Immagine pura,

di cosa l’uomo è chiamato ad essere.

E tu che spiri qual vento dovunque

sì che in te naviga tutto il creato

tu sei dell’Uno e dell’Altro Amore

e di noi il tempio tu fai di Dio.

O Trinità indivisa e beata,

sei l’unità d’ogni vita e dell’essere:

Dio infinito molteplice e uno,

i cieli siano il tuo manto di gloria.

David Maria Turoldo

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