Bisogna pregare con umiltà, come il pubblicano:

egli era con i due ginocchi a terra, mai con un ginocchio all’aria o su un banco come gli orgogliosi mondani; egli era in fondo alla chiesa e non nel santuario con il fariseo; aveva gli occhi bassi a terra, non osando guardare il cielo, e non la testa alta a guardare qua e là come il fariseo; si batteva il petto, confessandosi peccatore e domandando perdono: propitius esto mihi peccatori, e non come il fariseo che si vantava delle sue buone opere, che disprezzava gli altri nelle sue preghiere. Guardati dall’orgogliosa preghiera del fariseo che lo rende più indurito e maledetto; imita invece l’umiltà del pubblicano nella sua preghiera che gli ottiene la remissione dei peccati. Stai bene attento dal seguire ciò che è straordinario e dal domandare e dallo stesso desiderare delle conoscenze straordinarie, delle visioni, delle rivelazioni e altre grazie miracolose che Dio qualche volta ha comunicato a qualche santo mentre recitava il Rosario.

Sola fides sufficit: la fede sola è sufficiente una volta che il Vangelo e tutte le devozioni e pratiche di pietà sono sufficientemente stabilite. Non trascurare mai la minima parte del tuo Rosario nei momenti di aridità, disgusto e stanchezza interiore; sarebbe un segno di orgoglio e di infedeltà; ma come un bravo campione di Gesù e Maria, senza niente vedere, sentire, gustare, dì semplicemente i Pater e le Ave, meditando meglio che puoi i misteri.

Non desiderare come un bambino il dolce e i confetti per mangiare il tuo pane quotidiano; ma per imitare Gesù Cristo nella sua agonia in modo più perfetto, prolunga qualche volta il tuo Rosario quando fai fatica a recitarlo factus in agonia prolixius orabat, affinchè si possa dire di te ciò che è detto di Gesù Cristo quando era nell’agonia della preghiera;

pregava ancora più a lungo.

Louis Marie Grignon de Montfort

IL SEGRETO AMMIRABILE DEL SANTO ROSARIO

47a Rosa (143)

 

 

Advertisements