Evoluzione del linguaggio

Non conosco le parole più antiche. Risalendo alle iscrizioni io sono ancora lontano dalle parole vive

piene del respiro e della voce dei primi uomini.

(La morte ha spostato di secoli quella voce. L’iscrizione è rimasta,

unica traccia per l’ardente erede – e qui s’interrompe il sentiero –

benché si sappia che conduce oltre …).

… benché si sappia che deve condurre

fino alle prime ispirazioni del linguaggio,

alle prime scoperte, nell’uomo, corrispondenti all’oggetto.

Unione d’ispirazioni e di significati.

Quando dettero inizio al torrente di suoni che fino ad oggi scorre in noi?

Come scavarono l’alveo alle più semplici forme in cui s’incarna lo spirito?

E che distinguono le stirpi, le tribù, i popoli?

Come è durata a lungo l’onda di nascite

concentrate nel grembo delle madri, concentrate nell’aderenza di parole

che si tramandavano insieme alla vita –

Come suonò la prima volta in quell’onda la parola ‘Dio’, come acquistò un significato

prima di assurgere a quello che serba nel Verbo perenne?

Forse l’uomo vi giunse

senza nemmeno capire di giungervi –

la mente assegna il significato? o non lo assegna anche il cuore?

(Quando risalgo a quel momento sono già ‘io’ non ‘lui’

–      il significato delle parole è maturato, come dice il cuore?).

 

Tu l’unico, Tu che segui il cuore e che proteggi le radici della nostra crescita –

Tu nella moltitudine delle parole hai portato unità.

 

Giovanni Paolo II°