S. Fruttuoso: Arcivescovo di Braga (601-665), di sangue reale, figlio di un generale dell’esercito gotico, eremita modello per ‘la innocenza immacolata della sua vita, per il fuoco interiore delle sue contemplazioni; in lui rifulsero le virtù dei primi Padri del deserto ed i prodigi della Tebaide’.

La vita solitaria di s. Fruttuoso fu riempita ed allietata da una cerva, che, braccata dai cacciatori, andò a rifugiarsi tra le pieghe della sua ruvida tunica. L’ampia tunica eremitica: segno di consacrazione, siepe protettiva del monaco, emblema di santità, vessillo dei duri combattimenti spirituali, sicuro rifugio dalle sottili insidie mondane, talvolta, fu asilo di salvezza anche per gli animali, come appunto lo fu per la cerva di S. Fruttuoso.

L’agile bestiola, da allora, entrò a far parte del monastero di Compludo nel Briezzo; e narra la storia, il Santo e la cerva si amarono di reciproco tenero affetto. Essa mai si distaccava dal suo benefattore: lo seguiva ovunque, si addormentava ai piedi del suo letto, non cessava di belare quando egli si allontanava, riceveva il cibo dalle sue mani, si lasciava accarezzare e insieme giocavano e si rincorrevano,  originando scene idilliache sul verde tappeto dei prati incorniciati da fitta boscaglia.

Pensando di farle cosa gradita, più volte, il Santo Eremita tentò di introdurla nella foresta, suo habitat naturale. Ma la cerva ritornava, ogni volta, da lui senza mai allontanarsene, finchè un triste giorno, un malvagio giovane, in odio ai monaci, la uccise.

S. Fruttuoso che si era dovuto assentare per alcuni giorni, al suo ritorno fu dolorosamente sorpreso di non vedere accorrere, come era ormai gentile consuetudine, la cerva verso di lui e, quando apprese la notizia della morte del fedele animale, si contristò e pianse amaramente.

Il colpevole, intanto, essendo caduto gravemente ammalato, fece chiamare il santo Abbate, il quale, dopo averlo perdonato, prodigiosamente, gli restituì il bene della salute.

Felice Rossetti

Gli animali che vissero con i santi

Edizioni Porziuncola