Benedetto XVI° ha ricordato che l’arte, la musica è

‘epifania della bellezza di Dio’.

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Giovanni Paolo II° e Benedetto XVI°non sono meno dei loro predecessori, basta leggere alcuni dei testi scritti per alcune storiche occasioni (come quello di benedetto XVI° in occasione dell’incontro con gli artisti nella Cappella Sistina il 21 novembre 2009) per cogliere la stima, la confidenza, l’amicizia dei Papi nei riguardi di un mondo amico che porta al mondo della bellezza una schiera infinita di anime.

L’appello del Sacro Convento diretto agli artisti che siano TESTIMONI DELLA TENSIONE SPIRITUALE presente e viva in ogni uomo.

‘Da sempre il legame tra fede ed arte è stretto e, a volte, si fonde.

L’una si avvicina all’altra, ne detta  regole  e ne influenza i contenuti, fino a commissionarli, come accadde per il ciclo giottesco della Basilica Superiore per il quale i committenti furono i frati.

Non solo committenti ma anche destinatari degli affreschi.

Giorgio Vasari, alla metà del XVI° secolo, sostiene che Giotto di Bondone fu

‘chiamato da fra Giovanni di Muro della Marca, allora generale de’ frati di san Francesco’ a dipingere l’intero ciclo ‘nella chiesa di sopra [..] sotto il corridore che attraversa le finestre, dai due lati della chiesa’.

Ecco che il Sacro Convento arriva a un appello diretto agli artisti

a testimoniare la tensione spirituale

e la ricerca silenziosa di Dio,

due aspetti presenti in ogni uomo: ‘ in punta di piedi vorremmo proporre ai nostri artisti a non aver timore di accordare queste due note nei propri spartiti musicali.’

Dalla rivista del Sacro Convento di Assisi

San Francesco patrono d’Italia – aprile 2012

www.sanfrancesco.org