Ce ne sono di legno impiallacciato e di legno listellato. Le più scadenti son fatte di compensato; quelle robuste, sono di legno massello e i più facoltosi le impreziosiscono di vetrate ricche di rilievi, immagini e colori. Sono le porte che riempiono le nostre case, i nostri uffici, le nostre scuole. Ci consentono di passare da un ambiente all’altro, da un luogo all’altro, dall’esterno all’interno e viceversa. Esiste, tuttavia, una porta che non è realizzata in legno, che non appare come un complemento d’arredo ma è addirittura una persona. C’è una porta che è in grado di condurci in un’altra dimensione, di portarci (verbo appropriato..) dalla terra al Cielo. E’ Maria la nostra porta celeste, quella ‘Janua Coeli’ che invochiamo alla fine del rosario, nelle meravigliose litanie Lauretane. Porta del Cielo, prega per noi…

‘Ianua’, in latino, vuol dire per l’appunto ‘porta’

‘Ianuarius’, gennaio, è denominato in tal guisa proprio perché rappresenta il mese che ci conduce al nuovo anno, che ci fa immergere in un nuovo contesto cronologico, in un nuovo tempo. Anche Maria ci rinnova, nel tempo e nello spazio, ma ci conduce anche in un’altra realtà, la realtà del Cielo: è la porta che Lei ci chiede di attraversare per giungere a Gesù. Ed è la porta più semplice, più accogliente, priva di lussi ed orpelli. Ma, paradossalmente, l’umiltà di questa porta  è proprio il suo aspetto più prezioso.

‘Per Mariam ad Jesum’: attraverso Maria, solo attraverso di Lei, arriviamo a Gesù. Su questo tema, ardito e affascinante, san Luigi Maria Grignon de Montfort, nel XVIII secolo, scrisse il libro più caro a Giovanni Paolo II°, il ‘trattato della vera devozione a Maria’. ‘Gesù è venuto nel mondo per mezzo di Maria; per mezzo di Maria deve regnare nel mondo’. Questo lapidario ‘incipit’ è il biglietto da visita delle riflessioni di san Luigi Maria de Montfort, che spiegano in maniera esauriente il ruolo della Madonna nel disegno di Dio.

Maria, dunque, porta del Cielo anche su questa terra. E’ grazie a Lei che persino su queste polverose strade, dissestate dal peccato e dal male, possiamo scorgere il Regno di Dio e contribuire ad edificarlo col nostro piccolo mattoncino. In questa opera architettonica di costruzione spirituale, Maria ci prende per mano anche quando cominciamo ad avvertire il profumo del Cielo attraversando un’altra porta, anzi un vero portale: il portale delle chiese, anch’esso ‘Ianua Coeli’.

Entrando in chiesa (tutte le chiese, dalla disadorna parrocchia di campagna alla più sontuosa cattedrale gotica), attraversiamo un portale, più o meno scolpito, che ci introduce al cammino verso Dio. E’ il cammino che ogni fedele compie lungo la navata centrale, il cammino che lo conduce all’altare, verso il mistero dell’Eucarestia. Entriamo così in uno
spicchio di Cielo, accompagnati da Maria.

Ecco, allora, la vera e decisiva missione, comune a Maria ed alla Chiesa (non a caso nell’iconografia entrambe rappresentate dal simbolo della Luna, illuminata dal Sole-Cristo): farci lasciare alle spalle le vanità del mondo e spingerci ad oltrepassare il varco, la soglia che conduce a Dio.

Maria, insomma, è il vero ‘gennaio’ , Ianuarius Celeste, il ‘mese’ che vuole portarci nel calendario dell’eternità.

Filippo Di Cuffa