‘Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».’

Giovanni 20,26

‘Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho».’

Luca 24, 37-39

‘Io t’invoco e Ti cerco, Uomo – in cui

la storia umana può trovare il suo Corpo,

mi muovo incontro a Te, non dico ‘Vieni’

semplicemente dico ‘Sii’,

sii là dove non resta nessuna impronta, ma dove un tempo fu l’uomo,

dove fu in cuore ed anima, desiderio, dolore e volontà,

consumato dai sentimenti e avvampato di santa vergogna –

sii l’eterno Sismografo delle Realtà invisibili.

O Uomo in cui s’incontrano dell’uomo il fondo e il vertice,

in cui l’intimo non è pesantezza né tenebra ma solamente cuore.

Uomo nel quale ogni uomo può ritrovare l’intento profondo

e la radice delle sue azioni: specchio di vita e di morte, fino

 all’umana corrente.

Uomo – a Te sempre giungo – seguendo il magro fiume della storia,

andando incontro ad ogni cuore, incontro ad ogni pensiero

(storia – una ressa di pensieri e morte dei cuori).

Cerco per tutta la storia il Tuo Corpo,

cerco la Tua profondità.

Giovanni Paolo II°

Le mie poesie

– Icona di Michael O’Brien –

 

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