Gesù in catene è condotto al tribunale, dinanzi ad un giudice dopo l’altro.

Di volta in volta ricoperto di false accuse, rimproveri, scherni. Eppure, ‘insultato, non risponde con insulti’ (1Pietro 2,23), ma tace,

‘come pecora muta di fronte ai suoi tosatori’ (Isaia, 53,7).

Gesù oggi vive. Egli conosce ogni particolare della tua vita.

Egli vede i rimproveri, le ingiustizie e le calunnie che forse hai da sopportare. Egli ti chiama al Suo fianco:

vieni da Me, al luogo del tribunale, dove venni accusato ingiustamente.

Qui Mi troverai. Non fare come i Miei discepoli che, in vista del giudizio, fuggirono. Sii disposto ad ascoltare chi ti rimprovera o ti critica.

Non controbattere per giustificarti.

Non lottare per i tuoi diritti. Chi accusa gli altri, li giudica, li condanna, si mette dalla parte del Maligno, del grande Accusatore, e fin d’ora sperimenta qualcosa del suo regno di infelicità e di amarezza.

Se invece sei pronto ad ascoltare ciò che altri hanno da dirti senza giustificarti, gusterai il Mio amore e la Mia vicinanza.

Coloro che sopportano rimproveri ingiusti Mi stanno vicino e assaporano già in questa vita un anticipo della pace e della gioia celeste.

Luca 22,66- 23,16  – Matteo 27,12 – 1Corinzi 6,7 – 1Pietro 3,8-9

 M.  Basilea Schlink

Icona di Michael O’Brien

 

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