na mattina passammo in una vera e propria comunità di zingari molto vivaci e colorati, ci accolsero con grande amicizia ed entusiasmo e dopo vari saluti e aggiornamenti sulle reciproche vite, ci chiesero di poter accompagnare l’anziana nonna in ospedale perchè aveva un piede rotto.

L’accompagnammo, ma ci chiesero di poterla riportare il giorno successivo e dopo averla riaccompagnata a casa, ci accordammo per la mattina seguente.

Quando arrivammo, ci dissero i familiari che si era incamminata a piedi da sola, partendo molto tempo prima, perché le dispiaceva recare tanto disturbo.

La trovammo dopo qualche chilometro, lungo la strada sterrata, con il suo piede rotto, incamminata verso l’ospedale!

 

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Quelle strade sterrate erano anche quelle che ogni mattina i bambini percorrevano per raggiungere la scuola.

Sì, perché da quelle parti non esistevano certo autobus o genitori in auto che accompagnassero i bambini a scuola e così si incamminavano e si radunavano in gruppetti qua e là percorrendo ogni volta qualche chilometro a piedi, per raggiungere le loro scuole.

A volte sembrava di entrare in qualche film in bianco e nero del passato, tipo ‘L’albero degli zoccoli’ di Olmi e invece erano esattamente i tempi dei nostri bambini digitalizzati e computerizzati.

 

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