icevo che nemmeno nel dizionario esiste la parola ‘speranza’.

Senza speranza nessun desiderio,senza desideri, tutto più facilmente controllabile, gestibile.

Un giorno stavamo facendo un test di psicologia molto efficace, i riscontri con la realtà erano alti e anche gli interpreti che erano in casa con noi desiderarono farlo. Sottolineo che questi ragazzi erano anche colti, avevano degli studi alle spalle e uno anche un genitore che è uno, se non forse l’unico artista, più noto del paese.

Al punto del test che corrispondeva a come loro interpretavano il futuro, che cosa rappresentava per loro, tutti e tre avevano scritto rispondendo a tre voci distinte : niente – niente – niente.

. . .

Senza speranza e desideri, il futuro per te non può che essere niente.

E come passato, qualcosa forse da dimenticare.

Inutile aggiungere che anche su questo episodio calò in noi un silenzio significativo del cuore, insieme a una preghiera forse anche più alta.

In fondo, se quel centro era nato, era per portare qualcosa che lì non c’era, ed esso stesso era già speranza.

Grazie a quel centro, qualcosa si stava muovendo dentro e attorno a loro, in circoli di costruzione là dove esisteva solo grigio e distruzione e  case e persone ancora visibilmente sventrate da un passato anche molto più remoto della guerra.

Advertisements