In una comunità come quella del seminario è così facile giudicare e condannare. Dopo alcuni mesi di vita comunitaria pensiamo già di conoscere tutto dei nostri confratelli, incasellando ciascuno di loro in una delle categorie che sono nella nostra mente. Facendo così, sottraiamo loro la possibilità di crescere. Giudichiamo gli altri perché anche con noi stessi facciamo allo stesso modo: non accettiamo di essere un miscuglio di luce e di tenebre, di amore e di odio, di talenti e di difetti.

Continuamente sentiamo il bisogno di inserirci o tra i peccatori incalliti o tra i giusti incalliti, rifiutando di essere peccatori in un cammino di conversione. Fino a quando non saremo in grado di accettare la nostra fragilità e non impareremo a “dimorare nella conversione”, non potremo imparare a perdonare i nostri fratelli. Solo grazie a Gesù possiamo abbandonare ogni autogiustificazione, ogni tentativo di fare noi giustizia, e proclamarci peccatori, riconoscendo così i nostri fratelli come compagni nel tempo di conversione e di grazia che oggi Gesù ci dona.

E tu, nel tuo ambiente, pensi di aver bisogno di una qualche conversione?

 

Post originale , Q U I

Grazie ai seminaristi di Torino!