Se io faccio di Cristo un uomo del passato, fissato nel tempo, è certo che non ho alcuna parte in questa storia. Il verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Il Cristo non è solamente quest’uomo che ha vissuto duemila anni fa. Egli è colui che ha inciso il Suo volto nel volto di ogni uomo e da allora, quando si guarda l’altro, è Lui che si vede. Mio Dio, hai rivestito nel Tuo Figlio la nostra umanità e da allora è dentro di noi che Ti troviamo.

Noi siamo nel Cristo lo strumento della nostra risurrezione.

Senza la nostra conversione, senza quest’uscita dai nostri limiti, questo cambiamento di sguardo, di parola, nulla è possibile.

Senza questa follia dell’uomo che sposa la follia della croce, follia dell’amore di questo Dio che ha tanto amato il mondo da dare Suo Figlio, nulla è possibile.

Quello che chiamiamo il cattivo ladrone, è l’uomo che dispera.

Che grida: a che pro – è impossibile- siamo realisti. Ragionevoli!

E’ l’uomo che si chiude nella sua sofferenza, nei suoi lutti. Facendo della sua croce uno strumento di morte.

Oggi sarai con me in Paradiso.

Oggi e non domani.

Il passaggio dall’esistenza alla vita nel Cristo si fa in un istante.

Oggi sarai con me in Paradiso.

Gan Eden

in ebraico il giardino delle delizie, del desiderio.

Il luogo ove si ricongiungono infine il desiderio di Dio per l’uomo

il desiderio dell’uomo per Dio in nozze eterne.

Élisabeth Smadja