Per un breve istante la casa ha circondato il Signore:l’amore della madre. Ora deve di nuovo uscire. Doppiamente amara sente la brutalità attorno a sé; doppiamente pesante grava la croce. Egli è solo. Quelli che Gli vogliono bene sono impotenti; coloro che potrebbero aiutarLo, non lo vogliono. Quando i soldati che l’accompagnano vedono che le sue forze non reggono più, prendono un contadino che torna a casa dal campo. Si chiama Simone; egli deve aiutarLo a portare la croce. Ma lui non vuole. E’ stanco, ha fame, vuol andare a casa, mangiare e riposarsi. Perché deve tribolare per un ribelle?  Egli si rifiuta, lo devono costringere. La prende adirato, sdegnato. Che razza di aiuto sarà il suo? Gesù è completamente solo; tutto, tutto solo nel Suo spaventoso bisogno. Soltanto il Padre gli è accanto.

Signore,

Tu hai aiutato tanta gente ed ora

Ti hanno tutti abbandonato.

E Tu resisti, per me, per essermi via e forza.

Voglio ricordarmi di Simone di Cirene,

se anch’io mi trovassi

un giorno solo nella sofferenza.

Quante volte un oppresso si vede abbandonato.

Solo nel dolore e nessuno che lo aiuti.

Solo nella sofferenza interiore

e gli altri non lo capiscono.

Ed egli viene a loro con le sue difficoltà,

ma il loro volto esprime

quanto egli sia scomodo.

Con l’aspetto e con  parole ti dicono:

‘che ce ne importa?’

Signore, in simili momenti stammi Tu vicino.

Aiutami ad affrontare la solitudine

senza scoraggiarmi.

Sì, è evidente che non posso

correre subito dagli altri,

devo imparare a resistere volontariamente

solo con Te insieme.

E se un giorno chiaramente m’accorgessi

che in fondo ognuno è solo con la sua croce

e deve cavarsela da sé,

che in fin dei conti

nessun uomo può aiutare l’altro,

allora fammi sentire che Tu sei accanto a me.

Fa che  io sappia che Tu sei fedele

e che non mi abbandoni.

Romano Guardini