“T’ho amato con pietà

con furia T’ho adorato.

T’ho violato, sconciato,

bestemmiato.

Tutto puoi dire di me

tranne che T’ho evitato”.

G. Testori

“Questo spettacolo è una riflessione sul decadimento della bellezza, sul mistero della fine… Per questo spettacolo ho scelto il dipinto di Antonello a causa dello sguardo di Gesù che è in grado di fissare direttamente negli occhi ciascuno spettatore con una dolcezza indicibile. Lo spettatore guarda lo svolgersi della scena ma è a sua volta continuamente guardato dal volto. Il Figlio dell’uomo, messo a nudo dagli uomini, mette a nudo noi, ora”.

E ancora: “Questo spettacolo mostra, nel suo finale, dell’inchiostro nero di china che emana dal ritratto del Cristo come da una sorgente. E’ tutto l’inchiostro delle sacre scritture, qui pare sciogliersi di colpo, rivelando un’icona ulteriore: un luogo vuoto fatto per noi, che ci interroga come una domanda.

Alla fine infatti “la tela del dipinto si lacera” e appare “una scritta di luce: ‘Tu sei il mio pastore’. E’ la celebre frase del salmo 23. Ma ecco che si può intravedere un’altra piccola parola che si insinua tra le altre, dipinta e quasi inintelligibile: un ‘non’, in modo tale che l’intera frase si possa leggere nel seguente modo: Tu ‘non’ sei il mio pastore. La frase di Davide si trasforma così per un attimo nel dubbio. Tu sei o non sei il mio Pastore?”.

E questa è preghiera. Significa: Signore, sono disperato, salvami! Spargi il tuo sangue per guarire anche me!

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L’articolo integrale di Socci sullo scambio epistolare avuto con Castellucci, l’artista tanto attaccato in questo momento per la sua provocatoria pièce teatrale,  Q U I.

Ancora una volta grazie allo sguardo approfondito di Socci e alla sua testimonianza …. Autorevole grazie alla sua posizione di intellettuale etc. accreditato, perché  lo stesso commento fatto da un cattolico-non-qualificato non potrebbe  ‘stare’ (la Chiesa di oggi è anche così!).

Di certo uno sguardo approfondito che non può lasciare indifferente un cattolico … quantomeno uno sforzo per leggere il grido nascosto in una provocazione tanto forte!