Ho trovato questo libello in libreria e quale ‘amante del libro’  ne propongo immediatamente la lettura … solo agli amanti appassionati dei libri

perché solo loro saranno in grado di apprezzarlo ;)

‘Libri da toccare, annusare, sottolineare. Libri che conservano tracce indelebili di noi. Libri pieni di ricordi: fotografie, biglietti di autobus, schedine, ritagli di giornali, magari anche soldi dimenticati. Una passione d’amore, quella tra lettore e libro, che il giornalista e scrittore Jesús Marchamalo descrive con una buona dose di ironia in Toccare i libri. Una passeggiata romantica e sensuale tra le pagine (Ponte alle Grazie, pagg. 61) tradotto in Italia da Claudia Marseguerra.’

Articolo appassionato degno di essere letto, Q U I

PERCHE’ ….

‘Colui che narra può contare su colui che ascolta, e colui che ascolta vuole ascoltare colui che narra: si tratta di un patto che, annullando ogni retorica, si basa sull’esserci fino in fondo di due persone, di due individui che vogliono superare anche quel rispetto e quella diffidenza che li pongono come su un diverso pianeta, l’uno per sempre dentro il filo spinato, l’altro fuori. Esserci mettendosi in gioco, disposti a fare spazio dentro di sé, in una disposizione all’incontro. E questo vale anche per l’incontro con la pagina scritta, con la testimonianza.

Incontrare il testo, accoglierlo, interrogarlo, lasciare che la persona ci raggiunga.

“Per chi scrivo” si chiede Ruth Kluger “forse per coloro che trovano che io emani un’aura di estraneità impossibile a superarsi? Ma lasciatevi almeno provocare,non barricatevi; non dite in anticipo che la cosa non vi riguarda solo all’interno di un quadro stabilito, da voi tracciato a priori, accurato e preciso, col compasso e il righello. Siate litigiosi, cercate lo scontro”-’

“Come una rana d’inverno”

 

 

 

‘Quelli che mi lasciano   proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto   quel che segue, vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e   poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso   però.’

J. D. Salinger, Il   giovane Holden

 

«Oggetti piccoli, eppure pieni di mondo» che sono i libri: «stanno lì – dice Guardini- senza muoversi e senza fare rumore, e tuttavia pronti in ogni momento ad aprire le proprie pagine e a cominciare un dialogo : forte o tenero, pieno di gioia o di tristezza, un dialogo che racconta del passato, che rimanda al futuro o che invoca l’eternità, e tanto più inesauribile, quanto più ne sa attingere colui che ad essi si avvicina».

‘Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.’

Daniel Pennac

 

 

‘Io non ho mai avuto una tristezza

che un’ora di lettura non abbia dissipato.’

Charles Louis Montesquieu

“Tutte le parole scritte dagli uomini sono forsennato amore non corrisposto; sono un diario frettoloso e incerto che dobbiamo riempire di corsa, perché tempo ce n’è poco. Un immenso diario che teniamo per Dio, per non recarci a mani vuote all’appuntamento”. 

R. Vecchioni

‘Improvvisamente i libri diventano per lui come esseri viventi. Oggetti piccoli

eppure pieni di mondi.’

‘Chi si trovi in un ambiente angusto, in una vita sbarrata, anni senza una chiave in tasca, non è ancora perduto se ha una stanza abbracciata dai libri.

Chi è messo alle strette o ha il cielo o ha i libri.

In tutti e due i casi la sua solitudine è invasa e medicata dalle voci più belle del mondo.’

Erri  de Luca

‘E poi scrivere una storia è un gesto che compie la metà dell’opera; l’altra metà spetta a quella persona che prende questa storia, la legge, la porta con sé, se la mette vicino, nella piazza, nel suo tempo migliore – quello scampato alla giornata- e la trasferisce nella sua intimità.’

Erri de Luca

‘Come lettore sono molto esigente perché il principio con cui leggo una storia è quello che lei deve portare me, mi deve far dimenticare del mio peso, anche del mio fiato e del mio respiro, anche dei rumori intorno. Se mi accorgo che sono io a portare, quel libro cade sui piedi.’

Erri de Luca

‘Se anch’io sono un altro è perché i libri più degli anni e dei viaggi, spostano gli uomini.

Dopo molte pagine si finisce per imparare una variante, una mossa diversa da quella commessa e creduta inevitabile.’

Erri de Luca

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