Ma l’ultima meditazione la tradizione vuole che sia la meditazione dei ricordi.
Io vorrei che fosse la Madonna a lasciarvi dei ricordi e ve li lasciasse ispirandosi alla sua vita e alla sua fedeltà alla consacrazione. Allora sentitevi dire dalla Madonna, prima di tutto:
imitate il mio silenzio.
Il Vangelo registra poche parole della Madonna: il colloquio con l’angelo annunziatore; l’invocazione materna alle nozze di Cana : ‘Non hanno più vino’; e la grande, esultante preghiera del Magnificat.
Altre parole non ci sono.
Una vita come quella della Madonna, una vocazione, un’esperienza inimitabile di misteri, di grazie, di meraviglie, di prodigi come i suoi, sigillata da un silenzio che non è vuoto di senso, non è mancanza di parole, disattenzione di spirito, ma pienezza di ascolto, pienezza di abbandono e di fedeltà.
Vergine del silenzio.
Nella nostra vita c’è qualche parola di più.
[..] E allora la Madonna dice: ‘Imparate da me che ho detto poche parole. Questo non vuol dire che non abbia pensato: ho pensato fino allo splendore della contemplazione; questo non vuol dire che non abbia deciso: ho deciso fino all’olocausto dell’obbedienza; questo non vuol dire che non abbia patito: ho patito fino all’agonia della croce.
Sono viva, ma silenziosa.

Card. Ballestrero
Il mistero di Maria

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