Nessuno può contare le stelle ,e le parole e le poesie che le cantano, e i sogni e i sussurri degli amanti al loro chiarore. Eppure, a pensarci bene, per noi che le fissiamo da lontano sono solo punti di luce nel buio. Non tutti i cieli sono solcati da comete, e non tutte le notti recano con sé la magia e il fulgore luminoso del Natale.

Si cammina alla cieca, il più delle volte, con poca luce e al freddo, su viottoli che si smarriscono tra la nebbia e mulattiere sconnesse di sassi e di pietre. Potrà sembrare sbagliato, a noi poveri viandanti, ma forse inciamperemmo di meno se imparassimo a guardare le stelle.

Abbiamo bisogno di consolazione e speranze, di un po’ di fede e di calore, di poche serene certezze, di briciole di parole di vita che sfamino il cuore e lo facciano fremere. Punti di luce nel buio, come le stelle. Ognuno ha diritto a una stella;

a te, Bambino Gesù, chiediamo una scheggia di cometa, un punto luminoso e tremante da fissare, una scia di chiarore che ci faccia trovare la strada, un minimo di luce nella notte che fa paura.

Ma – le nostre canzoni lo cantano – ‘Tu scendi dalle stelle’, e vieni in una grotta, in una stalla, tra il fiato delle bestie e il sudore degli uomini, in mezzo allo sporco e agli odori, nella povertà e nella confusione. Ci sarebbe piaciuto regalarTi una dimora diversa, una reggia o un palazzo di perle e diamanti. Ma il nostro cuore è fatto di poche assi e di un tetto di paglia,e la tua mangiatoia non è un baldacchino dorato e non somiglia al trono di un principe.

Sappiamo che hai scelto una stalla per dirci che non hai paura di quella parte di noi che facciamo fatica ad accettare, della confusione dei nostri istinti e delle nostre passioni ingovernabili, di ciò che ci imbarazza e ci fa soffrire. Non Ti troveremo nel salotto di casa, ma nella nostra stalla, dove mai avremmo voluto riceverTi, dove Tu hai deciso di entrare. Dalle stelle alla stalla per Te il passo è breve, perché ogni luogo è la Tua casa, e grandezza e povertà bruciano insieme nel fuoco della Tua compassione.

Noi, gente di questa terra che Tu ami e consoli, Ti prendiamo tra le braccia, Ti stringiamo e proviamo a cullarTi, stella che non perde splendore, povero bimbo adagiato in una stalla, tra le pieghe del nostro cuore inquieto.

Il tuo posto nel presepe

D. Caldirola – A. Torresin

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