‘Vuoi credere che l’amore

sia la cosa più forte del mondo –

più forte dell’odio, più forte del male,

più forte della morte –

e che la vita benedetta che iniziò a Betlemme

duemila anni fa sia l’immagine e la luce

dell’Amore Eterno?

Ecco il Natale’.

Henry Van Dyke

L’incontro con l’umiltà di Dio si trasformava in gioia: la sua bontà crea la vera festa.

Chi desidera entrare nel luogo della nascita di Gesù, deve chinarsi. Mi sembra che in ciò si manifesti una verità più profonda, dalla quale vogliamo lasciarci toccare in questa Notte santa: se vogliamo trovare il Dio apparso quale bambino, allora dobbiamo scendere dal cavallo della nostra ragione “illuminata”. Dobbiamo deporre le nostre false certezze, la nostra superbia intellettuale, che ci impedisce di percepire la vicinanza di Dio. Dobbiamo seguire il cammino interiore di san Francesco – il cammino verso quell’estrema semplicità esteriore ed interiore che rende il cuore capace di vedere. Dobbiamo chinarci, andare spiritualmente, per così dire, a piedi, per poter entrare attraverso il portale della fede ed incontrare il Dio che è diverso dai nostri pregiudizi e dalle nostre opinioni: il Dio che si nasconde nell’umiltà di un bimbo appena nato.

Benedetto XVI°

L’omelia testo integrale, Q U I.