A volte la vita sembra un cammino al buio, un percorso arrivato ad un vicolo cieco, come un treno in un binario morto, una corsa finita troppo presto. In questo modo la vita degli uomini si avvia verso la fine e il mondo sembra diventare vecchio.

La vecchiaia non è solo una questione cronologica, ma uno stato dell’anima: un cuore che non crede possa più iniziare nulla di nuovo, che sente la vita finire. Così il mondo di oggi soffre di sclerocardia, di invecchiamento del cuore.

Eppure la condizione di oggi non è, sotto questo punto di vista, diversa da quella di 2000 anni fa, quando il mondo fu illuminato dall’annuncio di una nascita: qualcuno è nato, qualcosa è accaduto, un evento inatteso, un inizio sorprendente che ha aperto strade inaspettate. Questa nascita di cui celebriamo la memoria è, oggi come ieri, la promessa di una possibile rinascita

che riguarda anche noi.

‘Oggi nasce il Signore’, significa questo: che noi stessi dobbiamo rinascere. L’evento della nascita di Gesù trova il suo oggi nella nostra vita, nella nostra carne, nella nostra umanità e nel nostro cuore.

Lui nasce ancora perché noi possiamo rinascere alla vita.

Un giorno, anzi una notte, un uomo vecchio andò a trovare Gesù, di nascosto, e rimase stupefatto davanti alle sue parole che si riferivano a questa nostra rinascita: ‘Come è possibile, come può un uomo rinascere quando è vecchio?’.

Ma proprio questo è il miracolo di Dio: oggi tu puoi rinascere e qualcosa di nuovo comincia nel tuo cuore, nella tua vita.

Oggi tu puoi ricominciare. Tu, con la tua storia che sembra essersi tante volte impantanata; tu, con le tue ferite che sembrano bloccare il futuro; tu, con i tuoi anni e i tuoi errori, le tue fatiche e le tue stanchezze; tu, con il cammino della tua fede spesso interrotto, con i tuoi sentieri perduti: oggi puoi rinascere alla vita.

E solo allora sarà Natale.

0gni nascita è un vero miracolo di Dio, una grazia. Per questo ogni rinascita conosce il travaglio di un cambiamento, la fatica di lasciare che qualcosa di sé muoia perché la vita possa rinascere.

Ogni nascita è un dono che ci sorprende, come un evento che non viene da noi, ma dal cielo. Una vita nuova pulsa dentro di noi, qualcosa che non dipende dalle nostre forze ma dalla grazia.

Ogni vita che nasce è come un piccolo figlio, e noi stessi quando rinasciamo ci troviamo nella fragilità di una carne ancora tenera e debole. Anche Dio, facendosi uomo, è nato nella debolezza e nella piccolezza e non dobbiamo avere paura di rinascere e di ricominciare facendo piccoli passi, portando la nostra fragilità e la nostra povertà. Abbiamo una fede fragile, una speranza che ci sembra troppo debole, è vero.

OGNI VITA VERA, ogni rinascita comincia così:

dalla povertà di piccoli e fragili passi,

eppure così veri da cambiare la vita del mondo.

Il tuo posto nel presepe

Davide Caldirola – Antonio Torresin

Edizioni Ancora