Tra gli antichi rituali del Natale ricordiamo anche dal XVI° secolo l’abete decorato. L’abete, che non perde neppure d’inverno la sua veste verde, è un antico simbolo della potenza divina della vita, che non viene sconfitta neppure dal gelo dell’inverno.

Nella tradizione cristiana l’albero, in quanto sempreverde e in quanto albero costellato di luci, porta Cristo nelle case e ne scaccia tutti i demoni della paura, dell’inimicizia e della gelosia. Nel bel mezzo dell’inverno gelido e buio, l’albero porta luce e calore nella realtà in cui viviamo.

Per i cristiani l’abete a Natale rappresenta l’albero del paradiso, dal quale vengono raccolti i ‘frutti della vita’.

Questi frutti sono simboleggiati dalle mele e dalle noci che da sempre vengono appesi all’albero di Natale, ma anche delle palline colorate che rappresentano l’integrità e la salvezza del paradiso.

L’albero di Natale diventa perciò un rametto dell’albero della grazia verso il quale Dio ci conduce attraverso la nascita del suo Figlio, affinchè il suo olio lenisca le nostre sofferenze.

Sul  piano della simbologia, l’albero unisce il cielo alla terra.

Esso affonda le sue radici nel terreno e dalla madre terra trae la sua forza. Al tempo stesso svetta verso il cielo e allarga la sua chioma verso l’alto. Diventa dunque anche immagine dell’uomo così come dovrebbe essere quando è radicato come un albero eppure sta bello dritto: un uomo regale dotato di una corona.

Nell’albero di Natale rivestono una grande importanza certi segni legati a una simbologia generale. Innanzitutto vi è il legame tra il cielo e la terra. A Natale Dio ha eliminato i confini tra cielo e terra.

A Natale Dio ha eliminato i confini tra cielo e terra e il cielo è comparso sulla terra in modo visibile. Poi anche l’immagine dell’albero abbattuto che comunque continua a germogliare ha certamente esercitato il suo influsso sull’albero di Natale.

La promessa tratta dal libro del profeta Isaia che leggiamo nel tempo di Avvento trova qui una rappresentazione concreta: dal tronco di Iesse spunterà un germoglio.

Laddove ho fallito, laddove mi è stato reciso qualcosa, dove un sentiero sembra interrompersi e non proseguire più, proprio là la nascita di Cristo mi dona la certezza che dentro di me sta germogliando qualcosa di nuovo, che sarà molto più autentico e bello di qualsiasi altra cosa io abbia sperimentato sino a questo momento.

L’albero di Natale ci ricorda che, grazie alla nascita di Cristo, dentro di noi la vita vince per sempre e non si lascia sconfiggere dal gelo dell’inverno, e che la lotta tra i due sessi è ormai superata.

Con la nascita di Dio, la contrapposizione tra uomo e donna non ha più ragion d’essere, in quanto tutti sono una cosa sola nella loro natura divina.

I rami addobbati dell’abete emanano un profumo tutto particolare.

Quando sento questo profumo di abete riesco a evocare i sentimenti che il Natale mi ispirava da bambino.

Riesco a provare nuovamente la sensazione che la nostra casa, la mia cameretta, siano state trasformate dalla nascita di Cristo, che Dio mi venga vicino e dimori nella mia casa, nella mia stanza. E questa sua vicinanza effonde un profumo di familiarità, di sicurezza, di tenerezza e di amore.

Non  è nostalgia, quella che mi riassale col profumo del Natale, ma è l’intuizione che Dio, il mistero, è venuto ad abitare in mezzo a noi.

E poiché il mistero dimora tra noi, allora anche a casa nostra possiamo sentirci di casa.

Con l’abete facciamo entrare in casa la nostra realtà del bosco, della natura e di tutta la creazione. Allora viene sanato il conflitto tra natura e civiltà , allora ci accorgiamo che anche nelle nostre case prendiamo parte all’energia che emana dalla madre terra. Attraverso l’incarnazione di Dio la creazione intera è stata santificata. E anche noi uomini partecipiamo di questa santificazione.

Anselm Grün

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