Ormai sono anni che le paroleparoleparole soprattutto religiose sono diventate un fardello insostenibile, imbonitrici di qualsiasi cosa con pochi strascichi di fatti … e sempre più, ultimamente, incontro cristiani assetati di verità-vera e profondamente stanchi, delusi, disillusi dagli incontri fatti di così tante paroleparoleparole , ormai incapaci di rimettersi in quel circolo.

C’è un tempo per studiare, imparare e formarsi e un altro lunghissimo tempo per mettere in pratica tutto ciò che si è acquisito con la formazione, ma quello che si dimentica è che sempre, tutta la vita, è tempo per pregare e questo tempo non è non sarà mai abbastanza.

‘Prega finchè non preghi’

Finchè il silenzio tra te e Dio in ascolto è l’unico spazio necessario in cui muoverti, per non essere più stordito dalle parole – le tue che frullano nei tuoi pensieri e le miriadi che ti butta addosso il mondo – per lasciarti assorbire da un Ascolto che si farà sempre più profondo, fino al punto che saprai incontrare le risposte e la verità.vera.

Fino a quando saprai scomparire per far emergere solo la Verità che è Lui.

Un giorno un sacerdote chiese come ci immaginavamo il Paradiso.

Un luogo vastissimo, pieno di neve e di luce, senza persone e tanto silenzio.

‘Sotto la neve ci sta il pane.’

La neve e il silenzio sono il simbolo della bontà che parla e cade senza far rumore, ricoprendo e rivestendo ogni cosa e situazione di silenzio buono, riconciliante e in grado di aprire gli spazi per comprendere.

Vorrei un Natale di silenzio.

Di gioia nel cuore.

Basta stordire la vita altrui di parole melliflue e fintamente buone quando sai di agire in segreto in altro modo; basta incolpare sempre tutta la vita altrui solo perché non è come la tua; basta vedere la malafede sempre e solo nei cuori degli altri salvandosi sempre agli occhi dell’infinitamente piccolo giudizio umano; basta parlare sempre e solo di sé come unica attrattiva possibile; basta parlare di Dio per mettere in mostra ancora il proprio io solo in modo meno evidente; basta davvero fingere, prendendo in giro e cercando di nascondersi a se stessi e agli altri; basta la danza della vanità fatta sempre e solo di rumore e parole attorno all’io, proprio o altrui.

Alziamo il traguardo, lo sguardo e la comprensione e il mistero della sapienza divina in noi, apriranno varchi e soglie di comprensioni  e vita e gioie nuove.

Vorrei un Natale silenzioso come la notte in cui la Parola si fece carne per zittire tutti i parolai della terra e illuminare il cuore e la notte dei poveri in cerca di verità dietro il bagliore di quella stella.

‘Tu stella che hai guidato profeti e re

Tu stella questa notte, guida anche me’.

Vorrei che la scia di quella cometa, illuminasse e guidasse questi giorni al Natale davvero come guidò tutti coloro che  seppero giungere alla  mangiatoia di Betlemme, scegliendo di inginocchiarsi di fronte a un bimbo in cui vedevano ben altro e oltre .

E solo il silenzio interiore può renderci capaci di cogliere i segni muti di una cometa, di una notte stellata capace di orientare,

di un Bambino e di un piccolo numero di piccoli adoratori

grandi nell’animo capaci di ‘vedere’ e di non stancarsi in questo

saper vedere, capaci di lasciare i traguardi raggiunti per raggiungerne altri sempre più in alto, sempre più vicini a Lui.

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